Lontane dalle più impegnative fusioni o acquisizioni, le piccole e medie aziende finora rivali siglano alleanze, con l’obiettivo di accrescere la propria capacità innovativa e la competitività sui mercati.

Impennata di accordi: 11  in sei mesi, dal Veneto alla Basilicata.

(…) L’eco positiva della rete è arrivata anche in Meridione e precisamente a Bari. “Nel territorio l’esigenza di aumentare competitività e capacità innovativa, come richiede la ratio legis, è molto sentita e stiamo cercando di divulgare il  nuovo strumento”, dichiara Nicola Maria Metta, Socio dell’omonimo studio del capoluogo pugliese e membro del Consiglio Direttivo di CONFAPI (Confederazione delle PMI). “Nello specifico, si sta studiando l’opportunità di mettere in rete, con piattaforme tecnologiche e di coordinamento, le strutture ricettive e di ristorazione di dimensioni minori, come agriturismi o piccoli ristoranti, per rispondere alle esigenze di centinaia di croceristi, che approdano al porto di Bari, e fare al tempo stesso concorrenza alle sale ricevimento ed agli hotel più grandi, ma meno caratteristici”. Inoltre, la Regione Puglia ha stanziato dei fondi per promuovere competitività ed innovazione, richiedendo come caratteristica la rete di impresa.

“Per penetrare mercati esteri può essere l’unica soluzione, perché viene richiesto il prodotto finito”, commenta Metta. “Sarebbe opportuno, ad esempio, che il produttore di grano si alleasse con l’industria della pasta e con quella addetta al confezionamento, spesso aziende a sé stanti. Solo le imprese che hanno una mentalità più evoluta riescono a superare il limite dell’individualismo, tenuto conto che, comunque, con il contratto di rete l’individualismo, tenuto conto che, comunque, con il contratto di rete l’individualità e l’autonomia dell’azienda viene mantenuta”.

(…) Commercialista e legale lavorano a stretto contatto nella stipula di un contratto di rete, che è molto flessibile, quindi deve essere ben strutturato e necessita anche di valutazioni economiche alla base. Il costo di una consulenza dipende dal numero dei partecipanti e dal programma di rete. Si parte da 10 – 15 mila euro, per un contratto stipulato tra tre imprese, per arrivare a circa 50 mila per i programmi di rete più strutturati.

“Bisogna anche considerare i costi del notaio, perché l’atto è pubblico e le firme devono essere autenticate”, spiega ancora Metta. “Inoltre, è necessaria la figura di un project manager che gestisca i flussi di comunicazione e spinga il processo da un soggetto all’altro. Ai legali, infine, è richiesta anche una competenza del settore dei marchi e dei brevetti”.

(TopLegal, pg. 56, n. 3 – marzo 2011)

Per maggiori informazioni su questo argomento, contatta l’Avv. Nicola Maria Metta, responsabile del Dipartimento Internazionale.

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