Il D.L.gs. 121/2011, in vigore dal 16 agosto 2011, ha modificato e integrato disposizioni di cui al D.L.gs. 231/2001 ed altre disposizioni penali, introducendo responsabilità e sanzioni a carico di persone giuridiche e società in materia di ambiente.

Imprese e società coinvolte nel settore dei rifiuti saranno le più interessate dagli effetti di questo provvedimento normativo.

In particolare, il decreto prevede, tra l’altro, sanzioni pecuniarie, applicate per quote che vanno da un minimo di € 260 a più di € 1.500, e misure interdittive (ad es., interdizione dall’esercizio dell’attività, sospensione o revoca di autorizzazioni, licenze o concessioni, divieto di contrattare con la P.A.,esclusione da agevolazioni, finanziamenti, contributi o sussidi etc.) ai danni di società ed enti.

Inoltre, sono previste sanzioni per gli scarichi industriali, le emissioni in atmosfera e le bonifiche. Per esempio, chi scarica acque reflue contenenti sostanze pericolose rischia una multa da € 51.600 a € 465.000. Per il traffico illecito di rifiuti si può arrivare a pagare una multa fino a € 774.000 e addirittura se l’ente o una sua unità organizzativa operano solo per agevolare o commettere il reato si applica l’interdizione definitiva dall’esercizio dell’attività.

Tra i reati oggetto di sanzioni interdittive, inoltre, ci sono la discarica abusiva e lo scarico di acque reflue industriali contenenti sostanze pericolose.

Si allarga così la casistica dei reati presupposto elencati dal D.Lgs. 231/01, come da tempo preannunciato. In particolare, il D.L.gs. 121/2011 ha introdotto l’articolo 25undecies nel testo del D.Lgs. 231/01, rubricato “Reati ambientali”.

Come per gli altri reati già elencati nel D.Lgs. 231/2001, anche per i reati ambientali la commissione del reato è riconducibile a una mancanza organizzativa della società che non abbia previsto nel suo organico degli strumenti atti ad evitare la commissione del reato stesso.

Tale mancanza, e le responsabilità e sanzioni che ne possano derivare, può essere colmata, o quanto meno limitata, se l’ente si dota di un Modello Organizzativo, di Gestione e Controllo adeguatamente predisposto.

(SLM, 12 settembre 2011)

Per maggiori informazioni su questo argomento, contatta l’Avv. Cristina Cappiello.

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