REAL ESTATE │IN ARRIVO I DETTAGLI DELL’OPERAZIONE UNA CASA A UN EURO … (PIÙ RESTAURO E AVVOCATO)

Il Comune di Salemi, guidato dall’amministrazione Sgarbi, lancia un progetto per resuscitare il vecchio borgo terremotato. Intanto c’è chi investe nella città nuova
DI LARA ZANI, TopLegal

Lo slogan, “una casa a un euro”, è senza dubbio di quelli che fanno effetto. I dettagli dell’operazione saranno presto definiti. E quando l’innovativa idea lanciata dal Comune di Salemi, guidato dal sindaco Vittorio Sgarbi, in provincia di Trapani, sarà tradotta in un documento, probabilmente un bando d’asta pubblica, i legali potranno mettersi all’opera per guidare i potenziali investitori attraverso le opportunità – e i rischi – di questa particolarissima operazione.

Per ristrutturare la città siciliana devastata da un terremoto nel 1968, il Consiglio comunale ha infatti pianificato di porre in vendita un migliaio di case diroccate al prezzo di un euro. Due le condizioni chiave della transazione: che i compratori debbano procedere alla ristrutturazione entro due anni e che venga data priorità ai progetti con interesse culturale.

La procedura da adottare è tuttavia ancora oggetto di studio. Ci sono infatti precedenti con caratteristiche simili a questa operazione, ma nessuno che sia effettivamente paragonabile. Per il momento, è stato avviato il censimento delle unità immobiliari a disposizione dell’amministrazione comunale, che ne era divenuta proprietaria all’indomani del sisma, in seguito all’edificazione con fondi pubblici degli alloggi popolari a favore dei terremotati. All’epoca, nella fase dell’emergenza, le procedure vennero infatti portate a termine badando poco all’aspetto formale connesso al passaggio di proprietà di quel patrimonio immobiliare.

Ora occorre dunque censire quel patrimonio – che conterebbe oltre un migliaio di immobili – e valutare le strategie possibili per realizzare il progetto.
Una volta terminato il censimento, sarà necessario che il Comune qualifichi giuridicamente la propria posizione, nonché i dettagli della proposta di riqualificazione immobiliare. Tra le ipotesi, ad esempio, potrebbe esserci quella del bando di asta pubblica, che garantirebbe il maggior ritorno finanziario per il Comune nonché imparzialità e uguaglianza di trattamento nei confronti degli investitori interessati.
Sarà allora che per gli investitori, soprattutto per quelli stranieri, si renderà necessaria una consulenza specializzata sugli aspetti legali e fiscali dell’operazione. “Si attende un bando di gara”, spiega Nicola Maria Metta dell’omonimo studio legale barese, che si occupa di International Real Estate e che è stato incaricato di seguire la procedura per conto di alcuni clienti stranieri, “che garantisca gli acquirenti e che, allo stesso tempo, tuteli l’interesse pubblico dal quale nasce l’operazione. Nel bando ci saranno tutte le specifiche, e il mio ruolo sarà tra l’altro quello di verificare la titolarità del Comune a vendere ciascuno degli immobili in oggetto”.

Il Comune vorrebbe innanzitutto emanare un bando studiato in modo tale che gli investimenti non vengano effettuati con un solo scopo speculativo, ma che garantiscano un ritorno anche dal punto di vista culturale. Inoltre, tra i requisiti necessari per presentare la domanda dovrebbe esservi quello di utilizzare, per effettuare le ristrutturazioni, manovalanza locale e tecniche e materiali tradizionali, come la tipica pietra locale denominata “campanella”. Infine, è necessario evitare di aprire la strada a possibili ricorsi che si trascinino per anni, bloccando di fatto l’avvio dei lavori.
“Dal punto di vista legale”, continua Metta, “occorrerà innanzitutto studiare le caratteristiche della domanda di partecipazione al bando. A quel punto, si potrà dare ai potenziali investitori la concreta indicazione di tutti gli obblighi derivanti dall’operazione e non esplicitamente indicati nel bando, fornire il necessario background giuridico sulle opportunità e i rischi relativi, soprattutto per gli operatori che provengono da Paesi con i quali non c’è reciprocità. Potrebbe, per esempio, rendersi necessaria la costituzione di una società, la valutazione di costi e benefici di un’eventuale attività economica, lo studio della legge applicabile in caso di successione, e così via. Ogni scenario sarà unico anche in relazione alla provenienza dell’acquirente”.
I potenziali compratori stanno guardando con interesse all’operazione per diversi scopi: da quello privato, dell’investitore individuale che vuole trasferire la propria  residenza a quello artistico, tipico di chi intenda promuovere attività o eventi teatrali, fino al gruppo di investitori che vuole avviare un’attività puramente commerciale.

“Un interessamento per il progetto è stato già manifestato da  potenziali investitori di tutto il mondo, da New York a Dubai, dal Medioriente alla Francia, all’Inghilterra e alla Russia”. Le idee sono le più svariate e vanno dalla realizzazione di un teatro a quella di una  scuola o di un centro di formazione per la comunicazione globale. I potenziali investitori sarebbero al momento almeno una dozzina, in attesa di conoscere le modalità dell’operazione lanciata dal Comune siciliano: “In particolare”, spiega ancora Metta, “a richiedere chiarimenti sono gli investitori inglesi, non abituati al concetto di piena proprietà che è estraneo alla cultura giuridica del loro Paese. Per loro si è presentata la necessità di focalizzare gli aspetti principali degli investimenti immobiliari in Italia”. C’è poi chi non vuole aspettare e affascinato dalla bellezza del posto ha avviato dei progetti nella città nuova.

Tutta l’operazione suscita però anche un certo scetticismo da parte della popolazione locale: “Il timore è che la forte capacità di spesa degli investitori stranieri faccia schizzare i prezzi dell’economia locale. Non bisogna dimenticare, tuttavia, i benefici che potranno derivarne per l’indotto”.

Per maggiori informazioni su questo argomento, contatta  l’Avv. Nicola Maria Metta, responsabile del Dipartimento Internazionale.

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